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[Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
04-10-2011 04:04 PM
Messaggio: #1
[Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Salve a tutti ** Ho bisogno del riassunto ( o meglio.. sintesi XD) capitolo per capitolo de:
L'eleganza del riccio
Autore: Barberi Muriel

Chi me lo da entro stasera +5 sbau
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04-10-2011 04:10 PM
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Renée Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto, dalla televisione e dalle sue piccole faccende private. In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema e di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria cultura. È vedova, ma non affronta la sua solitudine con rancore o nostalgia, bensì esplorando ogni sfaccettatura della propria anima, ogni sfumatura dei propri sentimenti con grande distacco e grande perizia filosofica. Solo un segreto doloroso, celato sino alla fine, sfugge alle sue analisi.

Paloma afferma che Renée ha l'eleganza di un riccioAd animare le pagine della vicenda è il personaggio della dodicenne Paloma Josse, figlia di un Ministro della Repubblica. Paloma, piccola e minuziosa Giudice dell'Umanità, come la definisce l'autrice, è in perenne lotta con tutta la sua famiglia: con la madre, che cerca di non esternare in tutti i modi quello che davvero è, una donna fragile e debolissima, con il padre, che fa dell'aggressività e della cruda spontaneità, soprattutto in politica, il centro della propria vita, con la sorella Colombe che studia filosofia solo a fini speculativi e non per affrontare il mondo in maniera autentica. Paloma, eccezionalmente attenta e profonda nel comprendere questo mondo, di cui crede di capire tutta la bellezza e tutta la crudeltà, non riesce a sopportare la mediocrità della gente con cui vive, per questo ha pianificato di suicidarsi con il barbiturici il giorno del suo compleanno e al contempo di dare fuoco all'appartamento in cui vive con la famiglia per cancellare le tracce della sua vita.

Paloma e Reneé si incontrano e si riconoscono come anime simili grazie all'arrivo di un terzo personaggio: Kakuro Ozu, un signore giapponese. Questi saprà aprire il cuore della portinaia, farne uscire tutti i sentimenti ed i segreti più oscuri, liberarla dal peso del suo incognito durato quindici anni, e, insieme a lei, farà capire a Paloma qualcosa in più sulla vita, qualcosa che nemmeno l'intelletto della ragazza aveva saputo cogliere. Ma alla fine, Reneé muore, investita dal camioncino della lavanderia.



Ecco qua,in verita non mi interessano quasi a niente i + ma vabbè e' per aiutare,fammeli lo stesso pero
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04-10-2011 04:45 PM
Messaggio: #3
RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Non è sintesi capitolo x capitolo >.<"
Edit: Ti do un +2 per l'impegno.. Preferivo fino al 6 capitolo Wink
E se non è frutto del tuo lavoro, ti prego di mettere la fonte come dal regolamento della sezione Wink
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(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 04-10-2011 04:46 PM da FilloScreamo97.)
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04-10-2011 10:08 PM
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Sul web ho trovato molte proposte:
"Mi chiamo Renée. Ho cinquantaquattro anni. Da ventisette sono la portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interni, suddiviso in otto appartamenti di gran lusso, tutti abitati, tutti enormi. Sono vedova, bassa, brutta, grassottella, ho i calli ai piedi e, se penso a certe mattine autolesionistiche, l'alito di un mammut. Non ho studiato, sono sempre stata povera, discreta e insignificante".
Non è difficile capire perché, leggendo tale inizio del capitolo secondo di questo romanzo, venga subito voglia di andare avanti. Soprattutto se nel brevissimo capitolo primo avete colto proprio Renée Michael disquisire sull'Ideologia tedesca di Marx. Già, perché Renée non è una portinaia come tutte le altre: è un'autodidatta con una cultura straordinaria, un'invidiabile apertura mentale e gusti musicali, filosofici e letterari di grande raffinatezza. Studia Husserl, ascolta Purcell, è un'appassionata intenditrice della cultura giapponese e dei film di Ozu, regista giapponese per pochi. Il suo gatto si chiama Lev, in omaggio a Tolstoj. Inoltre i suoi pensieri, il suo sguardo sul mondo sono all'altezza di tale universo culturale. Ma questa Renée, la vera Renée che noi lettori conosciamo, è clandestina.
Lo scopriamo pagina dopo pagina, perché una buona metà del libro è scritta così, in prima persona, come una sorta di diario-confessione al lettore, dove Renée si racconta e descrive il procedere della sua vita mentale e materiale, dal punto di vista della guardiola di rue de Grenelle 7. Renée qui ha scelto, per così dire, di darsi alla macchia, di non svelarsi al mondo, ma di conformarsi a ciò che il mondo si aspetta da una portinaia. Per non essere smascherata, presta grande attenzione a riprodurre tutti gli elementi che collimano con lo stereotipo; ad esempio tiene la televisione sempre accesa, anche se nel retro guardiola ascolta Mahler; presta grande attenzione al lessico e alla sintassi, che volutamente abbrutisce (anche se sussulta, addolorata dagli strafalcioni che invece gli altoborghesi condomini affastellano con pervicace continuità); acquista cibi e prodotti della mediocrità consumista che ci si aspetta da lei. In realtà la lettura del romanzo ci convince, a ogni passo, che Renée è la vera figura nobile della storia; e che i colti e ricchi borghesi che abitano gli appartamenti di rue de Grenelle, oltre alla maggior parte dei famigli che tentano la scalata sociale mostrandosi con essi solidali, sono l'emblema della crassa volgarità.
L'altra metà del romanzo contiene una voce ulteriore che si confessa in prima persona, quella di Paloma Josse, figlia di un deputato, ex ministro, che abita uno dei lussuosi appartamenti di rue de Grenelle. "Io ho dodici anni, abito al numero 7 di rue de Grenelle in un appartamento da ricchi. I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca, e di conseguenza mia sorella e io siamo virtualmente ricche. (…) Si dà il caso che io sia molto intelligente. Di un'intelligenza addirittura eccezionale. Già rispetto ai ragazzi della mia età c'è un abisso. Siccome però non mi va di farmi notare, e siccome nelle famiglie dove l'intelligenza è un valore supremo una bambina superdotata non avrebbe mai pace, a scuola cerco di ridurre le mie prestazioni, ma anche facendo così sono sempre la prima della mia classe". Talmente matura, Paloma, che ha deciso di suicidarsi. La sua parte di diario, che è scritto con un carattere tipografico differente da quello di Renée, in modo da renderlo immediatamente evidente, contiene la cronaca dei giorni che precedono la data in cui ha deciso di togliersi la vita.
Così il libro assume una struttura isomorfa e perfettamente speculare. Nello stesso palazzo due personaggi si nascondono, occultando la propria straordinaria natura dietro gli stereotipi del proprio ruolo sociale (la portinaia, la ragazzina). Come mandare avanti la storia? Con l'entrata in scena di un nuovo ricco e affascinante condomino che prende il posto di un altro, che muore per il bene della storia. E il nuovo personaggio è Monsieur Kakuro Ozu (come il regista!), un non più giovane signore giapponese, la cui raffinata natura, che porta in sé il meglio del mondo orientale, ha il dono di guardare lontano e smascherare le due figure: "Non mi hanno riconosciuta" dice Renée a Ozu. "È perché non l'hanno mai vista (…). Io la riconoscerei sempre e comunque". È questa la vera cifra del romanzo, che il titolo nasconde: "Madame Michel ha l'eleganza del riccio – scrive Paloma, – fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".
Ciò a cui conduce lo smascheramento condotto da Monsieur Ozu porta alla catastrofe, nel senso etimologico dell'espressione greca. Non andrò oltre nel raccontarlo, anche perché il libro, che a un certo punto dopo le prime cinquanta pagine sembra arenarsi, ritrova nelle ultime cinquanta un andamento vertiginoso che spinge con frenesia il lettore alla conclusione.
Muriel Barbery, scopriamo, è docente di filosofia. Ha ottenuto con questo romanzo numerosi premi e soprattutto, uno straordinario successo di pubblico in Francia, ma anche da noi. Ma ha forse voluto esagerare. Perché la parte in cui parla Paloma è la meno credibile, e alla sua vena suicida neppure lei sembra crederci molto. E dunque tutte le volte che la penna di Renèe si sta sbizzarrendo e vorremmo leggerne ancora, troviamo a importunarci questa bambina un po' saccente. La parte più bella del libro è nella figura di Renèe. Dove ci diverte nella dissimulazione con i pretenziosi condomini, certo. Ma anche dove ci incanta: avviluppata nei panni dell'antieroina, diventa per noi un'eroina vera, nel parlarci di Husserl o del cinema di Ozu. La prendiamo sul serio. Anche perché una riflessione sociologica e di strisciante lotta di classe sembra venir fuori. Davvero ci colpisce "l'incapacità del genere umano di credere a ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine". La sistematica applicazione di pregiudizi che svolgiamo nella nostra vita quotidiana: non è altro che la storia di Cenerentola quella che Barbery ci racconta. E nel saper raccontare quella storia attraverso leggerezza e modernità, continuiamo a volerla ascoltare.

Oppure:

La portinaia è un piccolo capolavoro alla Simenon, rintanata nella sua guardiola con l'immancabile gatto e con una "facciata" tradizionale ma un "retro" sorprendente. Altrettanto divertente la ragazzina, figlia di un ricco deputato (del resto si tratta di un condominio di ricchi) e di una laureata in lettere un po' svampita, che paragona la concierge a un hérisson, a un riccio, senza sapere di esserlo anche lei. Una ragazzina che ha capito troppo presto il senso dell'esistenza - "la gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia" - che giudica il mondo e crede di essere migliore della maggioranza dei suoi abitanti. Tanto da volere farla finita il giorno del suo tredicesimo compleanno.
C'è poi la domestica portoghese di casa de Broglie che invece di rientrare nello stereotipo della gretta donna delle pulizie è una vera ristocratica che "sebbene circondata dalla volgarità, non ne viene sfiorata". Non può che essere la migliore amica di quella portinaia che fa finta di guardare programmi trash in tv e invece ascolta Mahler.
Accanto a queste donne (soprattutto alla portinaia Renée e alla giovane Paloma) ruota il mondo aristocratico, snob, irritante del palazzo: i Pallières al sesto piano, i Josse al quinto (la famiglia di Paloma), gli Arthens al quarto, i Siant-Nice e i Badoise al terzo, i Meurisse e i Rosen al secondo e i de Broglie al primo.
Poi a rimescolare le carte del condominio arriva un giapponese, monsieur Kakuro Ozu, ricco, certo, ma attento alle persone che gli stanno accanto, l'unico a comprendere l'eleganza del riccio. E così, grazie a lui, le due narrazioni si avvicinano e diventano parallele e le due donne scoprono le loro affinità elettive.

Forse l'autrice eccede in dissertazioni e citazioni che in questo genere di romanzo bloccano la storia, la irrigidiscono. È l'unico neo (autoreferenziale?) di una storia originale e un po' amara, che cattura il lettore.
Probabilmente per questo motivo Mona Achache, la sceneggiatrice che ha il compito di adattarla per un film prodotto da Anne-Dominique Toussaint ha dichiarato che, malgrado l'apparenza, "non si tratta di un testo facile, lineare. C'è un grosso lavoro da svolgere", un lavoro che sta portando avanti dal gennaio 2007. A chi domanda quando inizieranno le riprese rispondono di attendere: non c'è ancora un cast e le difficoltà sono molte. Una di queste è, come ha scritto una lettrice sul blog di Muriel Barbery, che la sola Renée immaginabile purtroppo non c'è più: era Simone Signoret.
@[FilloScreamo97]

spero di averti aiutato Smile
"Tu non potresti essere Kira.Tu SEI Kira"
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05-10-2011 03:00 PM
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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E' il primo capitolo ... +1 per la ricerca cmq Tongue
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Messaggio: #6
RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Quindi vorresti il secondo,terzo,quarto,quinto e sesto di capitolo?
P.S : mi hai fatto soltanto +1 non +2 alt+s
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06-10-2011 07:32 PM
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Vorrei la sintesi di tutti i capitoli dall'1 al 6 per adesso ^^
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Non c'è mi dispiace. Se mi paghi 250€ mi compro il libro e te la faccio...
Perché avere una firma è troppo mainstream.
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19-10-2011 09:55 PM
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Messaggio: #13
RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Fillo ma cosa stai uppando di preciso? ù.ù
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Fillo fattelo da solo che se no a che serve che ti diano quel riassunto ? -.-
Perché avere una firma è troppo mainstream.
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Messaggio: #15
RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Non è ancora arrivato il libro xD
Cerco Riassunto capitolo per capitolo dall'1 all'8 de: L'eleganza del riccio
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20-10-2011 03:09 PM
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Ma non era entro la sera del giorno in cui hai aperto il post? Huh
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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Spoiler:
Tutta la storia si sviluppa in un palazzo abitato da ricche famiglie dell’alta borghesia. In disparte, nella guardiola a svolgere le sue umili mansioni c’è Renée, che sembra apparentemente incarnare la classica figura della portinaia sia per l’aspetto fisico, presentandosi trasandata e grassa, sia per la sua dipendenza dalle trasmissioni televisive. Ma dietro questa donna comune si nasconde un animo ricco di interessi.

Renée infatti non fa altro che leggere e studiare l’arte, la musica e in particolare la cultura giapponese, spesso fa citazioni colti e potrebbe prendersi gioco dei professionisti che albergano il palazzo, avendo argomenti di conversazione e conoscenze approfondite delle più svariate discipline. Altro personaggio emblematico è una bambina, Palma, che stanca della mediocrità e di non essere compresa decide di uccidersi il giorno del suo tredicesimo compleanno. E’ una ragazzina sveglia, con idee brillanti e con un approccio critico alla vita, si sente diversa dalle sue compagne, troppo immature. Cercherà di nascondere le sue qualità intellettive per non mostrarsi del tutto, ma troverà una fedele alleata in Renée. Riescono a comprendere il segreto l’uno dell’altra.

Un libro dalla scrittura delicata e limpida, personaggi che incantano con la loro padronanza della cultura, un ritratto fedele della vita parigina.
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INTRO

“Mi chiamo Renée. Ho cinquantaquattro anni. Da ventisette sono la portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interni, suddiviso in otto appartamenti di gran lusso, tutti abitati, tutti enormi. Sono vedova, bassa, brutta, grassottella, ho i calli ai piedi… …Siccome, pur essendo sempre educata, raramente sono gentile, non mi amano; tuttavia mi tollerano perché corrispondo fedelmente al paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire. Di conseguenza, rappresento uno dei molteplici ingranaggi che permettono il funzionamento di quella grande illusione universale secondo cui la vita ha un senso facile da decifrare.”
“Io ho dodici anni, abito al numero 7 di rue de Grenelle in un appartamento da ricchi…
…Mio padre è un deputato con un passato da Ministro e finirà senz’altro presidente della camera…
…Si dà il caso che io sia molto intelligente. Di un’intelligenza addirittura eccezionale. Già rispetto ai ragazzi della mia età c’è un abisso. Siccome però non mi va di farmi notare, e siccome nelle famiglie dove l’intelligenza è un valore supremo una bambina superdotata non avrebbe mai pace, a scuola cerco di ridurre le mie prestazioni… “

LA TRAMA

“L’eleganza del riccio” è un doppio diario. La brillante vita del palazzo di rue de Grenelle è raccontata da Renée, umile portinaia dalla vasta cultura autodidatta, e da Paloma, geniale figlia di un ex-diplomatico.
Per ragioni diverse entrambe si celano dietro l’immagine che la società pensa debbano avere.

Renée nasconde i libri tra la spesa e lascia la televisione accesa per confermare alla poco fervida immaginazione degli inquilini lo stereotipo della portinaia sciatta e ignorante. Renée sbaglia volutamente qualche vocabolo e se le parlano di Kant assume uno sguardo vuoto e inespressivo. Ma Renée sa dissertare di filosofia e arte, conosce a memoria i romanzi di Tolstoj, ha visto tutti i film di Oz…
Semplicemente non vuole che qualcuno scopra queste sue passioni perchè teme di infrangere il tranquillo equilibrio che si è costruita.
Al quinto piano abita Paloma, arguta dodicenne che guarda il mondo con sagacia e freddezza. Paloma ha da tempo scoperto che la vita non è quello che le raccontano: da giovani si cerca di mettere a frutto la propria intelligenza, nell’illusione di un futuro radioso; da grandi si scopre di essere finiti in una boccia per pesci rossi, Il futuro è già stabilito…tutto quello che il giovane pensa di costruire è pia illusione. Ma Paloma ha scoperto l’inganno e non vuole finire nella boccia! Lei lascerà questa stupida pantomima prima di rimanervi invischiata. Paloma si suiciderà il giorno del suo tredicesimo compleanno. Sino a quel momento (e mancano ormai pochi mesi) continuerà a recitare il ruolo di ragazzina mediocre imbevuta di sottocultura adolescenziale.

Due anime in incognito, dunque, legate dal filo di un comune sentire ma ignare l’una dell’esistenza dell’altra. A infrangere il precario equilibrio l’arrivo in rue de Grenelle di monsieur Ozu, magnate giapponese in pensione. Sarà l’acume dell’affascinante Ozu a far cadere le maschere di Renée e Paloma e a farle incontrare.

IL ROMANZO

“L’eleganza del riccio” è una raffinata commedia francese di lettura scorrevole e avvincente. La prosa è chiara, semplice ma al contempo molto curata. Non chiede molto tempo (io l’ho letto in un pomeriggio) ma la calma e il silenzio per essere gustata come un buon tè.
Il romanzo è ricco di rimandi alla letteratura, alla filosofia e all’arte, segno della indiscutibile cultura dell’autrice e forse anche di un pò di sano narcisismo intellettuale.
“L’eleganza del riccio” è stato il caso letterario francese del 2007: 50 ristampe e oltre 600.000 copie vendute, primo posto in classifica vendite per trenta settimane.
Il romenzo ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Georges Brassens 2006, il Premio Rotary International, il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.
L’edizione italiana, forte di oltre 300.000 copie vendute grazie al passaparola dei lettori, ha raggiunto nel febbraio 2008 il primo posto in classifica generale.

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Reneé Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto, dalla televisione e dalle sue piccole faccende private. In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema e soprattutto di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria cultura. È vedova, ma non affronta la sua solitudine con rancore o nostalgia, bensì esplorando ogni sfaccettatura della propria anima, ogni sfumatura dei propri sentimenti con grande distacco e grande perizia filosofica. Solo un segreto doloroso, celato sino alla fine, sfugge alle sua analisi.

Ad animare le pagine dellla vicenda è il personaggio della dodicenne Paloma Josse, figlia di un Ministro della Repubblica. Paloma, piccola e minuziosa Giudice dell'Umanità, come la definisce l'autrice, è in perenne lotta con tutta la sua famiglia: con la madre, che cerca di non esternare in tutti i modi quello che davvero è, una donna fragile e debolissima, con il padre, che fa dell'aggressività e della cruda spontaneità, soprattutto in politica, il centro della propria vita, con la sorella Colombe che studia filosofia solo a fini speculativi e non per affrontare il mondo in maniera autentica. Paloma, eccezionalmente attenta e profonda nel comprendere questo mondo, di cui crede di capire tutta la bellezza e tutta la crudeltà, non riesce a sopportare la mediocrità della gente con cui vive, per questo ha pianificato di suicidarsi con il barbiturici il giorno del suo compleanno e al contempo di dare fuoco all'appartamento in cui vive con la famiglia per cancellare le tracce della sua vita.

Paloma e Reneé si incontrano e si riconoscono come anime simili grazie all'arrivo di un terzo personaggio: Kakuro un signore giapponese. Questi saprà aprire il cuore della portinaia, farne uscire tutti i sentimenti ed i segreti più oscuri, liberarla dal peso del suo incognito durato quindici anni, e, insieme a lei, farà capire a Paloma qualcosa in più sulla vita, qualcosa che nemmeno l'intelletto della ragazza aveva saputo cogliere.

Secondo me è un bel libro .. scritto molto bene . L'ho trovato scorrevole ma molto delicato . Direi che è un libro da scoprire... all'inizio può sembrare noioso con le sue descrizioni del contesto ma poi si svela piuttosto interessante . Trama particolare, non c'é che dire, e soprattutto un libro molto introspettivo i cui personaggi fanno molto riflettere sulla vita e sulle sue difficoltà .
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Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée

Io ho trovato questo
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RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
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nnt di che.. grazie lo stesso T.T +1 per l'impegno Smile
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25-10-2011 10:11 PM
Messaggio: #19
RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
¬Bulle†
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hallucin0gen

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continuo a trovare semplici trame:
“L’eleganza del riccio” è un doppio diario. La brillante vita del palazzo di rue de Grenelle è raccontata da Renée, umile portinaia dalla vasta cultura autodidatta, e da Paloma, geniale figlia di un ex-diplomatico.
Per ragioni diverse entrambe si celano dietro l’immagine che la società pensa debbano avere.

Renée nasconde i libri tra la spesa e lascia la televisione accesa per confermare alla poco fervida immaginazione degli inquilini lo stereotipo della portinaia sciatta e ignorante. Renée sbaglia volutamente qualche vocabolo e se le parlano di Kant assume uno sguardo vuoto e inespressivo. Ma Renée sa dissertare di filosofia e arte, conosce a memoria i romanzi di Tolstoj, ha visto tutti i film di Oz…
Semplicemente non vuole che qualcuno scopra queste sue passioni perchè teme di infrangere il tranquillo equilibrio che si è costruita.
Al quinto piano abita Paloma, arguta dodicenne che guarda il mondo con sagacia e freddezza. Paloma ha da tempo scoperto che la vita non è quello che le raccontano: da giovani si cerca di mettere a frutto la propria intelligenza, nell’illusione di un futuro radioso; da grandi si scopre di essere finiti in una boccia per pesci rossi, Il futuro è già stabilito…tutto quello che il giovane pensa di costruire è pia illusione. Ma Paloma ha scoperto l’inganno e non vuole finire nella boccia! Lei lascerà questa stupida pantomima prima di rimanervi invischiata. Paloma si suiciderà il giorno del suo tredicesimo compleanno. Sino a quel momento (e mancano ormai pochi mesi) continuerà a recitare il ruolo di ragazzina mediocre imbevuta di sottocultura adolescenziale.

Due anime in incognito, dunque, legate dal filo di un comune sentire ma ignare l’una dell’esistenza dell’altra. A infrangere il precario equilibrio l’arrivo in rue de Grenelle di monsieur Ozu, magnate giapponese in pensione. Sarà l’acume dell’affascinante Ozu a far cadere le maschere di Renée e Paloma e a farle incontrare.

O.....

Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée

O...

Il romanzo è ambientato a Parigi, racconta la storia di Reneé Michel, portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio abitato da famiglie dell’alta borghesia francese.
A prima vista Reneé sembra uno stereotipo vivente della portinaia di palazzo a cui i pregiudizi comuni ci hanno abituato: è grassa, scorbutica e molto pigra con poche passioni e pochi interessi, ma questa è solo una facciata,…Reneé, infatti, nell’intimo è una persona molto colta, conosce la Filosofia ( cita Marx, Proust, Kant..) ama il Cinema e la cultura giapponese. Nel libro c’è anche un altro personaggio fondamentale che incontrerà Reneé, si chiama Paloma Josse, figlia di un Ministro della Repubblica, è una ragazzina di appena dodici anni,che vive nello stesso palazzo di Reneé, una bambina particolarmente sveglia, geniale e brillante, allo stesso tempo però anche estremamente tormentata perchè in lotta continua con tutta la sua famiglia.

Paloma, molto attenta e profonda nel comprendere il mondo che la circonda, lotta col mondo perchè non tollera la mediocrità delle persone, per questo sta progettando di suicidarsi con il barbiturici il giorno del suo compleanno e intende dare fuoco all’appartamento in cui vive con la famiglia per cancellare così le tracce della sua stessa vita.
"Tu non potresti essere Kira.Tu SEI Kira"
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28-10-2011 05:58 PM
Messaggio: #20
RE: [Narrativa]: L'eleganza del Riccio.
FilloScreamo97
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uahahah riassunti no trame <3 +1 per l'impegno *.*
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